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Bici Naked | Arriva l’autunno, anche le bici si spogliano

Arriva l’autunno, la natura si spoglia del superfluo. Anche i colori intorno a noi cambiano. Semplici osservazioni stagionali che ci hanno fatto maturare l’idea e la voglia di creare una prima Bici Naked e vivere in armonia con i ritmi lenti del nostro ambiente.

Era il 2014 quando abbiamo proposto l’idea della Bici naked alla nota rivista “Biciclette d’Epoca”.

Nei tre mesi successia dalla conferma pubblicazione, ci siamo impegnati come matti nel concretizzare praticamente la bici a tema autunnale, alla fine, ne uscì sia un bel racconto che una stupenda Naked in perfetto stile MezzadriCycles, non troppo vintage e non troppo moderno, ma un giusto equilibrio di stile, colori e fruibilità.

Tutte le fasi della lavorazione furono pubblicate nel numero 6 di Bici d’epoca del 2014.

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Questo era l’articolo che raccontò la nostra visone di personalizzazione bici:

A volte, l’innesco della scintilla che mi porta ad investire due o tre mesi di lavoro su di una singola bici, é la sensibilità per quello che vivo e il profondo rispetto che ho per tutto ciò che mi è attorno.” Concettualmente é così che Paolo elabora, prima di ogni progetto, il prossimo restauro/prototipo. E così é stato anche per il suo ultimo lavoro, una Bianchi classica 28 da uomo convertita in Bici Naked.

La bici si é fatta trovare abbandonata in discarica, e messa da parte dal rigattiere di fiducia. Per Paolo é stato un dovere ridare nuova vita a un simile gioiello.
Riportata la bici in officina, il via ai lavori é stato posticipato di qualche giorno. Il progetto su carta é la parte più importante. Meglio perdere qualche giorno in più, riuscendo a prevedere i possibili intoppi, che incorrere nel perdere tempo e denaro successivamente. Una filosofia che aiuta anche alla composizione del progetto stesso per dare quel giusto equilibrio di gusto e semplicità.

Infatti, la colorazione e lo stile della bici é nata nel contesto della stagione autunnale, in cui é stato realizzato il lavoro. Si é deciso di abbinare il colore marrone al nero originale, e rendere la bici più spoglia possibile.

Fatta questa premessa si é passato allo studio dei componenti da preservare e quali da togliere.
I cerchi, essendo in buone condizioni, si sono recuperarli. Mentre, nella concezione di bici spoglia, al telaio si é deciso di togliere i classici sistemi frenanti a bacchetta, optando per un freno contropedale posteriore e un freno anteriore costruito interamente in officina, trovando successivamente un sistema per adattarlo ai cerchi R originali.  Alla fine, visto la particolarità dei cerchi R, la pinza anterriore é risultata la sfida del progetto, riuscire a creare un sistema frenante a molla che agisse sulla poca superficie esterna del cerchio. In coclusione, dotare la bici di due bei fari per richiamare l’attenzione nelle ore più buie.

Terminato i dovuti ragionamenti, si è passato alla parte pratica. La bici é stata smontata in ogni sua singola parte, per eseguire ottime lavorarzioni ai cerchi, si sono tolti tutti i raggi. Nell’eseguire questa procedura, ed evitare che il cerchio subisca torsioni, bisogna togliere tensione alla ruota, agendo raggio per raggio con mezzi giri per volta sui niples; una volta che i raggi sono ben allentati si può procedere allo svitaggio totale.

Come da previsione, la maggior parte dei componenti rimossi non sono utilizzabili, il telaio, unico componente più importante, è stato ripulito con il processo di sabbiatura e successivamente verniciata di nero opaco. I cerci sono satai ripuliti con payetta e carta abrasiva, verniciati, sempre di nero opaco, solo nella loro parte interna.

Attenzione, ai cerchi, essendo in alluminio, prima della verniciatura finale é stato applicato uno strato di primer aggrappante per leghe. Fatto il restauro cerchi, si é passato all’assemblaggio delle nuove ruote. Come da progetto, per la ruota posteriore si é optati per un contropedale a tre velocità SRAM, mentre, per avere una stessa linea estetica, la ruota anteriore é stata generata con un mozzo Campagnolo a flangia alta. Per ottenere la misura corretta dei raggi da utilizzare, l’officina utilizza la seguente pagina del portale web SAPIM (www.sapim.be/calcolatore-raggi). Praticamente, il sistema web, in base alle dimensioni dei mozzi e il diametro del cerchio, genera le misure dei raggi da dover utilizzare. La ciclofficina Mezzadri utilizza, ove possibile, esclusivamente raggi in acciaio.

A questo punto del restauro, si é proceduti alla prima prova di vestitura del telaio con le due ruote nuove, in modo da poter studiare e provare la pinza freno anteriore da creare.
La realizzazione della pinza é nata prendendo spunto sfogliando numerose riviste e immagini d’epoca dedicate alle bici. L’iter pratico é stato quello di disegnare su carta il profilo delle due leve, per avere le dime in cartone e iniziare la lavorazione base sulla lastra di alluminio. Da qui in poi, per arrivare al prodotto finale, ci vuole una grande pazienza e una certa abilità nella levigazione. Tutta la lavorazione di smusso é avvenuta a mano con le classiche regole di aggiustaggio. Si é andati di lima e carta abrasiva fino a quando le due leve non hanno raggiunto una conformità ottimale, provandole di volta in volta sul telaio e mettendole a misura per il bordo frenante della ruota. Fatte le due leve si é passati a realizzare le due asolette in alluminio dove poter inserire i pattini, uniti, successivamente,  alle pinze con saldatura TIG.

Pinze Freno artigianali

queste erano le pinze freno durante la lavorazione e in basso l’asoletta, con il pattine, saldata all’estremita

Realizzate le pinze,  si é proceduto a bucare le due estremità superiori, dove far passare il cavetto d’acciaio e i due incavi per la sede della molla di ritorno. Tutto questo lavoro porta ad ottenere una lunghezza ad hoc della pinza in modo da avere il pattino in gomma ben posizionato al centro della pista frenante del cerchio.

I fari anteriore e posteriore sono stati montati sulla bici con dei semplici supportini metallici, sempre creati nell’officina, adattandoli ai nuovi sistemi di illuminazione a led e quindi senza dinamo e cavi.

La sella é una vecchia Concor Racing, foderata a mano in pelle con una tonalità più vicino possibile al colore delle ruote. Con gli avanzi dei rifili di pelle si sono realizzate le manopole desitinate al manubrio.

SCHEDA BICI:
Telaio e Forcella originali Bianchi in Acciaio
Ruote: Ruote R in alluminio, recuperati dal vecchio
Mozzo posteriore: SRAM a 36 fori, ruota libera con tre velocità e contropedale.
Mozzo anteriore: Campagnolo a flangia alta 36 foro
Freno anteriore: Pinza freno personalizzato costruito a mano in officina
Guarnitura: Campagnolo, adattata togliendo la guarnitura del 53
Manubrio e Pipa: in alluminio rigenerato
Pedali: Alluminio rigenerato
Sella: Concor racing rifoderato a mano in pelle
Manopole: in Pelle
Componenti aggiuntivi: due fari anteriori led e un faretto stop posterriore led
Catena: Sturmey Archer

TEMPI e ATTREZZI
Tempo: la bici ha richiesto circa 3/4 mesi
Attrezzi: set chiavi standard e quant’altro
Difficoltà: Alta. Molti particolari sono costruiti su misura
Prezzo: Alto ma accessibile, intorno ai 900€


Ricordiamo che i seguenti accessori possono essere utilizzati su tutte le bici.